I BAMBINI FREQUENTANO LE PISCINE PER FARE UN’ESPERIENZA DI GRUPPO CHE INSEGNI LORO A NON TEMERE ED AMARE L’ACQUA, PER GIOCARE E PER IMPARARE A NUOTARE.

A cura di Prof. Roberto Del Bianco

Il bambino non è uno strumento per appagare l’amor proprio e l’orgoglio del genitore e dell’insegnante. Egli, oltre alle oggettive (e non poche) difficoltà d’apprendimento, deve far fronte alle aspettative, spesso eccessive, degli adulti che lo gestiscono; questa responsabilità, in un individuo ancora fragile ed in sviluppo, determina molte volte il fallimento. 
Infatti un’atmosfera nella quale egli si senta non approvato, nella quale venga sistematicamente valutato negativamente dalle persone significative, nella quale sperimenti incapacità a livello di destrezza motoria, (come quando si pretende l’inserimento in un gruppo di lavoro più avanzato), demolisce in lui la fiducia in sé, fa nascere sentimenti d’inferiorità, causa in- successo e conduce inevitabilmente al rifiuto dell’attività.

Pertanto, per uno sviluppo positivo della fiducia in sé, requisito fondamentale di ogni successo, è necessario:

  • Stimolare nel fanciullo precocemente l’autonomia.
  • Incoraggiarlo.
  • Creare in lui buone aspettative nelle proprie capacità (ma non eccessive).
  • Rafforzare l’autostima (fiducia in sé) con approvazioni in caso di buona riuscita e comportamenti neutri in caso d’insuccesso (non sfogare su di lui la propria delusione).
  • Aiutarlo quando è in difficoltà; anche con critiche appropriate, ma soprattutto con sostegno emotivo (rincuorandolo ed incoraggiandolo).
  • Motivarlo al miglioramento delle proprie prestazioni
  • Fargli capire che essere differente (ad esempio meno bravo degli altri) è cosa accettabile.
  • Riconoscergli il diritto di sbagliare e dargli l’impressione di essere sempre e comunque rispettato ed accettato.

Cercando allora di riassumere con qualche concetto semplice e pratico:

  1. Non sostituitevi all’istruttore nella valutazione dei risultati, le componenti che li determinano sono moltissimi e solo chi le conosce a fondo (l’istruttore) può valutarle tutte opportunamente.
  2. Non rimproverate vostro figlio se non ha eseguito bene le esercitazioni, i bambini ce la mettono sempre tutta e, proprio quando non riescono, hanno maggior bisogno di comprensione ed aiuto.
  3. Non valutate le prestazioni dei vostri ragazzi su quelle degli altri, non imponete confronti; ognuno va valutato per sé stesso e questi confronti imposti dall’esterno creano ansia e stress nei bambini.
  4. Cercate di svilupparne l’autonomia, rendendoli consapevoli di ciò che fanno e rispettandone le scelte senza costrizioni.
  5. Sottolineate positivamente ogni miglioramento, anche quando non risponde completamente alle vostre aspettative; la sicurezza nelle proprie capacità si rinforza con lodi, aiuti, ed incoraggiamenti, non con critiche o rimproveri.
  6. Non create nei bambini aspettative troppo grandi, il mancato raggiungi mento degli obiettivi che voi avete deciso per loro, crea delusione e di certo non li riconcilia con lo sport.

IN DEFINITIVA…
Impariamo ad amare ed apprezzare i nostri bambini per ciò che sono e non per ciò che noi vorremmo fossero, essi non sono nati per appagare le nostre ambizioni, o per compensare le nostre frustrazioni, ma per crescere e diventa- re degli uomini con il nostro aiuto e la nostra comprensione.

RICORDATE INOLTRE CHE:

  • La vasca grande non è un obiettivo, bensì uno strumento, così come la vasca didattica. È giusto che i ragazzi la vivano così.
  • Non mostratevi ad ogni costo ai vostri figli mentre fanno attività, il valore aggiunto è vederli in acqua, spontanei, senza che si sentano osservati o controllati dai genitori.
  • Il personale di vasca è formato e aggiornato per dare il meglio. Non sem- pre quello che è giusto fare è così evidente ed elementare (l’apprendi- mento delle abilità acquatiche è significativamente lontano da quello delle attività terrestri).
  • Provate ad affidarvi, seguendo il percorso nella sua
interezza, senza sperare o bramare anticipazioni (ad esempio il passaggio in vasca grande o l’apprendimento precoce di una tecnica).

© Roberto Del Bianco 1999, modificato ed integrato nel 2009 con la collaborazione di Marco Del Bianco